Categoria: Notizie Scuola e Istruzione

Il Covid19 ha favorito lo sviluppo dello Smart Working nel mondo, ecco come sarà il lavoro

La pandemia dovuta al Covid19 ha completamente rivoluzionato le vite di milioni di esseri umani, ha stravolto abitudini, costretto a rinunciare alle proprie libertà ed ha modificato profondamente anche il mondo del lavoro che oggi sta vivendo una nuova rivoluzione come fu con la nascita del web, oggi lo smart working è diventato il nuovo strumento sulla bocca di tutti, la nuova modalità di lavoro agile, un nuovo adattamento dell’essere umano che a causa del covid ha duvuto adattarsi ad una nuova forma di lavoro.

Con l’avvento del web il mondo del lavoro è stato rivoluzionato soprattutto nelle modalità di ricerca delle offerte lavorative che grazie alla rete sono diventate alla portata di tutti, oggi basta avere un pc o addirittura uno smartphone ed una connessione alla rete internet ed il gioco è fatto, in una giornata è possibile inviare decine e decine di candidature, dal proprio smartphone in qualsiasi angolo del globo è possibile candidarsi ad un’offerta di lavoro.

Oggi stiamo assistendo ad una nuova rivoluzione nel mondo del lavoro, lo smart working, un termine che non è certo nuovo ma che grazie alla diffusione del Covid19 è entrato prepotentemente nel lessico quotidiano,  lo smart working non è altro che una forma di lavoro fuori dalle canoni regole, un lavoratore in smart working svolge le proprie mansioni lavorative dalla propria abitazione nelle comodità del proprio appartamento senza doversi recare in ufficio e marcare la propria presenza.

Secondo la società etjca.it che opera proprio nel settore del lavoro coniugando domande e offerte di lavoro, lo smartwoking sarà la chiave di volta per molte aziende nel mondo, prima del Covid 19 nel mondo già diverse aziende si avvalevano dello smart working, ma dopo l’emergenza sanitaria saranno ancora di più le aziende che punteranno sul lavoro agile, in particolar modo le aziende che hanno un certo fatturato e che hanno migliaia di dipendenti, questa tipologia di lavoro per queste aziende rappresenta anche un vantaggio in termini economici ma non solo, i risvolti positivi non si fermano solo all’aspetto economico ma vanno ben oltre, ma anche per i lavoratori ci sono molteplici vantaggi.

I vantaggi dello Smart Working per le aziende

  • Riduzione dei costi. Riorganizzando gli spazi ed inserendo politiche di desk sharing, ambienti comuni, silent room, per andare incontro alla mobilità e flessibilità del lavoro, gli uffici si riducono, come i costi collegati. La riduzione dei costi è anche legata all’ottimizzazione dei processi (riduzione tempistiche, anomalie, rischi) e all’utilizzo di tecnologie collaborative che migliorano gli standard di lavoro.
  • Aumento brand awareness: un’azienda che adotta politiche di Smart Working, si distingue sul mercato ed è più attrattiva: per clienti, come per partner che – soprattutto – per futuri dipendenti. Si è più appetibili sul mercato e ci sono meno difficoltà nella ricerca di talenti.
  • Aumento produttività: lavoratore più produttivo, significa team più produttivo, che significa organizzazione più produttiva.
  • Possibilità di avere un ambiente di lavoro coeso, trasparente, collaborativo (perché il lavoratore è ingaggiato e coinvolto. Come già citato sopra nei vantaggi del lavoratore), che genera continuamente idee e le sperimenta internamente, per migliorare processi o offerta ai clienti.

I vantaggi dello Smart Working per i lavoratori

  • Creazione di un rapporto fiduciario con il proprio manager e con i colleghi.
  • Maggior consapevolezza del proprio lavoro e dei propri obiettivi e opportunità di crescita professionale e personale.
  • Maggior flessibilità a lavoro sia in termini di orari (non esiste più l’8–17 e timbro del cartellino) sia in termini di spazi (lavoro da coworking, da casa, da parco, da filiale, da qualsiasi posto, garantendo la sicurezza dei dati)
  • Possibilità di lavorare in un ambiente dinamico, trasparente, innovativo e collaborativo.
  • Possibilità di gestire meglio il proprio tempo e migliorare l’equilibrio vita lavorativa-vita personale
  • Aumento produttività: più serenità a lavoro significa più produttività.

Anche in Italia il governo ha già fatto sapere che nell’immediato e nel futuro prossimo saranno stanziati fondi per incentivare, sviluppare e rafforzare lo smart working dove è possibile e dove questo porta molteplici vantaggi, non si punterà al 100% ma si creeranno le basi per affiancare il lavoro agile al normale lavoro di ufficio che noi tutti oggi conosciamo.

Anche nel settore privato sono molte le aziende che hanno manifestato apprezzamento nei confronti dello smart working, i vantaggi sono evidenti e li abbiamo visti, il mondo è in continua evoluzione ed anche il mondo del lavoro lo è, il Covid 19 sarà sicuramente uno spartiacque che permetterà sicuramente allo smart working di potersi diffondere in tutto il mondo e di poter essere affiancato al tradizionale lavoro da ufficio, chi cerca oggi un lavoro dovrà quindi essere propenso e preparato anche sotto questo aspetto, anche il lavoratore deve essere continuamente aggiornato e seguire le evoluzioni del mondo del lavoro se vuole trovare un impiego o emergere e fare carriera se già nè possiede uno.

Stipedio Docenti ecco quanto guadagno gli Insegnanti (Inizio e Fine Carriera)

A quanto ammonta lo stipendio dei docenti in Italia? Questa è forse una delle domande che maggiormente si pongono coloro che aspirano a diventare insegnante, se è vero che per svolgere questa professione ci vuole tanto amore e dedizione è anche vero che tutti noi lavoriamo per portare a casa uno stipendio che ci consente di vivere, in questo articolo andremo a vedere quel è lo stipendio di un insegnante al mese e all’anno, qual è il lordo e il netto percepito e le differenze di retribuzione che ci sono a inizio e fine carriera.

Stipedio Docenti quali sono i fattori che incidono

A stabilire lo stipendio di un docente entrano in gioco diversi fattori che spesso incidono molto sulla busta paga di un insegnante, gli aspetti che incidono principalmente sugli stipendi degli insegnanti italiani sono gli anni di servizio, cioè da quanti anni svolgono la professione di docente ed in che grado di istruzione insegnano.

Gli stipendi degli insegnanti variano a seconda di fattori principali che sono:

  • il grado di istruzione dove insegnano
  • gli anni di servizio

Tra le due voci il peso maggiore viene esercitato dagli anni di anzianità, la differenza di stipendio tra i vari gradi d’istruzione non è poi cosi rilevante.

Stipendi Insegnanti Italiani, tra i peggiori d’Europa

Se in Italia oggi lo stipendio di un docente viene considerato una buona retribuzione non si può dire lo stesso rispetto ai colleghi europei di altri paesi, secondo una delle recenti classifiche stilate in tema di stipendi gli italiani occupano una delle ultime posizioni, per questo l’OCSE in questi ultimi anni ha sollecitato diverse volte il governo Italiano affinchè intervenga per adeguare lo stipendio dei docenti Italiani rispetto ai colleghi Europei.

Nella seguente tabella sono riportati gli stipendi dei docenti Italiani e quelli di alcuni paesi europei, il nostro paese occupa la 16cesima posizione.

Paese Scuola Primaria (inizio e fine carriera) Scuola secondaria di I grado (inizio e fine carriera) Scuola secondaria di II grado (inizio e fine carriera) Anni occorrenti per la retribuzione massima
Italia 19.996/27.292 21.693/32.444 21.693/34.052 35
Germania 38.395/51.168 42.873/56.864 46.374/63.944 35
Francia 20.649/39.385 23.029/41.898 23.219/42.107 28
Spagna 30.061/42.625 33.662/47.190 33.662/47.190 34
Austria 26.426/50.738 29.074/61.181 29.074/61.181 34
Belgio 25.120/43.333 25.120/43.333 31.423/54.974 27
Portogallo 25.758/52.441 25.758/52.441 25.758/52.441 34
Finlandia 25.617/33.317 27.666/35.983 29.338/38.843 16
MEDIA UE 25.249/42.599 26.852/45.280 27.582/46.745 24

In alcuni casi le differenze sono davvero marcate, prendendo come esempio in Italia un docente della scuola primaria ad inizio carriera percepisce circa 20.000 euro all’anno mentre il collega della germania 38.000 all’anno, il docente italiano a fine carriera arriva a 27.000 euro all’anno mentre il collega tedesco arriva a 51.000 euro all’anno.

Insomma una situazione non certo positiva per gli Insegnanti Italiani, sulla questione dell’adeguamento degli stipendi da anni i sindacati si battono per ottenere degli aumenti ma fino ad oggi i risultati ottentuti sono davvero stati molto modesti.

Stipedio Docenti in Italia ad Inizio e Fine Carriera

Andiamo ora a vedere quali sono le tabelle degli stipendi dei docenti italiani all’anno sulla base del rinnovo del contratto 2016/2018, la tabella riporta la tipologia di insegnante, l’anzianità di servizio e l’importo lordo percepito all’anno:

Tipologia Insegnante Anzianità di servizio Importo lordo dal 1° gennaio 2018
Scuola dell’infanzia e primaria 0-8 19.996,27€
9-14 22.198,06€
15-20 24.136,06€
21-27 26.030,66€
28-34 27.888,89€
oltre i 35 29.275,99€
Scuola secondaria di I grado 0-8 21.693,22€
9-14 24.260,75€
15-20 26.511,29€
21-27 26.949,63€
28-34 22.869,87€
oltre i 35 32.444,07€
Scuola secondaria di II grado 0-8 21.693,22€
9-14 24.890,51€
15-20 27.319,69€
21-27 30.414,95€
28-34 32.444,07€
oltre i 35 34.052,17€

Di seguito andiamo invece a vedere gli stipendi mensili percepiti da un docente, gli importi riportati di seguito sono al netto di contributi, imposte e addizionali, considerando il conguaglio fiscale e previdenziale sulla base della retribuzione lorda annua, le addizionali applicate da regioni e comuni in misura diversa sono considerate mediamente pari 2,4% dell’imponibile.

Stipendio Docente Scuola Infanzia

  • Inizio carriera 1.622.44 lordi con 1.262 euro netti
  • Fine carriera 2.369.75 lordi con 1.759 euro netti

Stipendio Docente Scuola Media

  • Inizio carriera 1.622.44 lordi con 1.350 euro netti
  • Fine carriera 2.444.37 lordi con 1.895 euro netti

Stipendio Docente Scuola Superiore

  • Inizio carriera 1.760.88 lordi con 1.350 euro netti
  • Fine carriera 2.625.78 lordi con 1.960 euro netti.

Allo stipendio si aggiunge, per 12 mesi, la retribuzione professionale docente legata all’anzianità maturata e varia dai 164 euro ai 257. Questa retribuzione aggiuntiva spetta ai docenti con incarico a tempo indeterminato, ai supplenti annuali (incarico fino al 31 agosto) e ai supplenti fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), ma non ai supplenti che svolgono incarichi temporanei.

Stipendio Docente Supplente

Discorso differente per tutti quei docenti che svolgono delle supplenze, lo stipendio di un docente supplente è differente rispetto al collega che invece ha un ruolo, cioè un contratto a tempo indeterminato.

Come Diventare Insegnante – Guida aggiornata al 2020

Come diventare Insegnante – E’ il sogno di molti giovani che aspirano a diventare docente nella scuola pubblica italiana, in questo articolo/guida andremo a vedere tutte le informazioni per lavorare come professore nella scuola, andremo a vedere quali sono tutte le procedure aggiornate al 2020, infatti spesSo nel corso degli anni (anche a distanza di 2 anni) il Ministero cambia e modifica le regole che permettono di conseguire l‘abilitazione all’insegnamento, andremo inoltre a vedere anche quale sia lo stipendio attualmente previsto per questa categoria professionale.

Come Diventare Insegnante Info Preliminari

Prima di entrare nel vivo della guida e vedere come diventare un docente è giusto ricordare che questa figura professionale rientra nelle tante professioni oggi presenti nella pubblica amministrazione quindi stiamo parlando di un dipendente pubblico assunto e stipendiato dal Ministero dell’Istruzione, inoltre il docente rientra nella categorie di quelle professioni dove vi è considerati un pubblico ufficiale a tutti gli effetti (L’art. 357 del Codice Penale).

Essendo quindi un dipendente pubblico per lavorare come docente si deve necessariamente partecipare e superare un concorso pubblico che viene pubblicato quasi ogni anno dal Ministero dell’Istruzione che in base alle esigenze di personale pubblica i relativi bandi di concorso.

Abilitazione all’insegnamento come si consegue

Per diventare un docente il primo requisito fondamentale è quello di conseguir una abilitazione all’insegnamento, ma cosa significa esattamente? Non è altro che il possesso di un titolo che abbia un valore abilitante per una specifica classe di di concorso, questo rappresenta il requisito minimo per poter pensare di iniziare il percorso che porterà fino al conferimento del ruolo.

Ovviamente il titolo che permette di conseguire l’abilitazione all’insegnamento non è sempre lo stesso ma varia a seconda del grado d’istruzione dove l’aspirante docente vuole svolgere la propria professiona, di seguito andiamo a vedere quali sono rispetto al grado d’istruzione oggi presente in italia.

Scuola dell’infanzia e scuola primaria

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e la scuola primaria è possibile ottenere l’abilitazione all’insegnamento completando il percorso accademico e ottenendo la laurea magistrale a ciclo unico in scienze della formazione primaria (SFP).

Questo corso di laurea oggi è a numero programmato, cioè chius, è questo significa che una volta raggiunto il limite di ammessi non è possibile iscriversi, l’ammissione al corso di laurea viene svolto ogni anno e prevede il superamento di un test di accesso su un programma definito con apposito decreto ministeriale.

Scuola secondaria: dal TFA al FIT al concorso abilitante

Per la scuola secondaria le procedure negli ultimi anni sono state soggette a diverse modifiche, come abbiamo evidenziato all’inizio della guida le procedure non sono sempre le stesse ma sono soggette a modifiche anche in un arco ristretto di anni.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, a partire dal 2010 per conseguire l’abilitazione l’unica strada ere qualla del TFA, Tirocinio Formativo Attivo, un percorso formativo dalla durata annuale con accesso a numero programmato che si frequentava presso le univresità italiane, a questo percorso si poteva accedere solo dopo aver conseguito la laurea magistrale.

Una volta terminato il TFA si otteneva l’abilitazione ad insegnare per una specifica classe di insegnamento, detta “classe di concorso”.

Le cose sono cambiate con la pubblicazione della Legge di bilancio 2019 e a partire dal 1 gennaio 2019, ha soppresso il cosiddetto percorso triennale FIT sostituendolo con un concorso pubblico abilitante che consente di accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e prova.

Questo concorso viene bandito ogni 2 anni solo nelle regioni e per le classi di concorso con posti vacanti, possono partecipare al bando solo coloro che sono in possesso dell’abilitazione all’insegnamento.

Coloro che non sono abilitati, però, possono partecipare purché in possesso di entrambi i seguenti requisiti:

  • laurea magistrale o a ciclo unico coerente con le classi di concorso per cui si concorre. Per verificare a quali classi di concorso dà accesso il proprio titolo di studio sono disponibili appositi motori di ricerca: del MIUR per i titoli di studio vecchio ordinamento o di altre organizzazioni (qui quello della FLC-CGIL);
  • aver conseguito 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per coloro che accedono senza l’abilitazione una volta che avranno superato tutte le prove concorsuali, potranno ottenere l’abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso.

Ciò significa che l’abilitazione nella classe di concorso è conseguita già all’atto del superamento di tutte le prove concorsuali e non al termine del percorso di specializzazione, come era previsto dalla precedente normativa.

Conseguire l’abilitazione all’Estero

Come abbiamo visto la strada per diventare insegnante non è sempre facile, per questo motivo nel corso degli anni sono stati molti gli aspiranti docenti che hanno deciso di conseguire l’abilitazione all’insegnamento all’Estero, questa pratica è cresciuta via via nel corso degli anni poichè consente con meno fatica e minor tempo di conseguire l’abilitazione, purtroppo non è tutto oro quello che luccica.

Conseguire l’abilitazione all’Estero presenta diverse problematiche, in primis un fattore economico, frequentare questi corsi ha un costo che oscilla tra i 7.000 e i 10.000 euro, inoltre non sempre questa abilitazione viene riconosciuta in Italia, non esiste, infatti, un “riconoscimento automatico” di tutti i titoli che si ottengono all’estero (la Direttiva 2013/55/CE, recepita in Italia dal decreto legislativo numero 15 del 2016, prevede infatti la valutazione della formazione attraverso l’analisi comparata dei percorsi formativi previsti nei due Stati membri coinvolti) inoltre il Ministero dell’Istruzione difficilmente riconosce questi titoli conseguiti all’estero.

Diventare Insegnante: La riforma delle classi di concorso

Abbiamo visto fin qui diverse terminologie tipiche di questo ambito come ad esempio “Classi di Concorso” ma cosa sono di preciso, a cosa servono e perchè sono importanti per diventare un insegnante?

Per classi di concorso si indicano tutti “requisiti accademici utili per poter accedere all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado”.

Negli ultimi anni c’è stata una riforma di queste classi che ha introdotto diverse novità e modifiche in questo ambito, il tutto si è concluso il Decreto del Presidente della Repubblica del 14 Febbraio 2016, n. 19 e successivamente integrato con il Decreto Ministeriale 9 maggio 2017 n. 259).

Vediamo ora quali sono state le principali novità e modifiche introdotte dalla riforma:

  • L’aggiornamento delle classi di concorso che oggi tiene conto delle modifiche ordinamentali relative sia agli insegnamenti della scuola secondaria, sia alle lauree che costituiscono titolo di accesso ai percorsi abilitanti per l’insegnamento.
  • L’accorpamento di alcune classi di concorso assimilabili al fine di rendere più efficiente l’occupazione dei docenti, oggi il numero delle classi è stato portato da 168 a 114.
  • L’aggiunta di 11 nuove classi di concorso e nello specifico:
    • A-53 – Storia della musica
    • A-55 – Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado
    • A-57 – Tecnica della danza classica
    • A-58 – Tecnica della danza contemporanea
    • A-59 – Tecniche di accompagnamento alla danza
    • A-63 – Tecnologie musicali
    • A-64 – Teoria, analisi e composizione
    • A-23 – Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)
    • A-35 – Scienze e tecnologie della calzatura e della moda
    • A-36 – Scienze e tecnologia della logistica
    • A-65 – Teoria e tecnica della comunicazione

Ricordiamo inoltre che il regolamento sulle classi di concorso è formato da 6 articoli e tre tabelle, che di seguito vediamo ne dettaglio:

  • L’articolo 1 individua l’oggetto del regolamento, indicando la fonte normativa primaria di attribuzione di tale potere regolamentare (si tratta dell’articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge n. 112 del 2008).
  • L’articolo 2 rimanda alle Tabelle allegate (Tabella A, Tabella B e Tabella A/1) nelle quali sono individuate le nuove classi di concorso e i relativi insegnamenti.
  • L’articolo 3 definisce, per ciascuna classe di concorso, i titoli di accesso ai percorsi abilitanti e le corrispondenze rispetto alle vigenti classi
  • L’articolo 4 prevede la possibilità di predisporre prove comuni tra diverse, ma assimilabili classi di concorso.
  • Gli articoli 5 e 6 contengono le norme transitorie e finali.

Le tabelle allegate allo schema costituiscono parte integrante del provvedimento. In particolare:

  • La Tabella A definisce le classi di concorso e di abilitazione per le scuole secondarie di primo e di secondo grado (complessivamente 81 classi):
  • La Tabella A/1 elenca, limitatamente alle lauree di vecchio ordinamento, l’omogeneità degli esami previsti nei piani di studio.
  • La Tabella B definisce le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico (ridotte da 52 a 33);

Come diventare insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è un’altra figura professionale presente all’interno delle scuole pubbliche italiane, questo insegnante lavora insieme al docente tradizionale la sua presenza si richiede quando in una classe sia presente una situazione di handicap, la sua presenza ha lo scopo di  attuare “forme di integrazione in favore dell’alunno” e di “realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze di quest’ultimo”, la presenza del docente di sostegno è previsto dalla legge 517/1977.

Oggi esistono due strade differenti per diventare insegnante di sostegno e questo dipende se si vuole svolgere la professione nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria o nella scuola secondaria, infatti a seconda della scelta cambiano le procedure che di seguito vediamo nel dettaglio.

Scuola dell’infanzia e nella scuola primaria

Per diventare insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria è necessario conseguire la specializzazione in “pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica”.

Si tratta di un corso che ha durata 1 anno e si svolge presso tutte le università che sono autorizzate dal Ministero dell’Istruzione, per poter accedere al corso è necessario superare una prova preselettiva e possedere la laurea magistrale in Scienze della formazione primaria ed ulteriori 60 CFU relativi alle didattiche dell’inclusione.

Una volta terminato il corso gli aspiranti docenti potranno insegnare sui posti di sostegno della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Scuola Secondaria

Per quanto concerne lo svolgimento della professione di docente di sostegno nella scuola secondaria le procedure ed i requisiti sono differenti.

In questo caso è necessario aderire ad un concorso nazionale che viene bandito ogni due anni, in questo bando ci sarà una quota dei posti che sarà destinata ai docenti di sostegno, potranno partecipare al bando tutti coloro che possiedono la specializzazione sul sostegno didattico.

Tutti coloro che supereranno il concorso possono accedere al percorso di formazione iniziale e accesso ai ruoli, al termine del quale li attenderà l’assunzione a tempo indeterminato.

Ricordiamo che il conseguimento della specializzazione sul sostegno consiste nella frequentazione di un corso universitario autorizzato dal Ministero dell’Istruzione, questi corsi sono a numero chiuso e per accedervi è necessario superare una prova di accesso che ha lo scopo di verificare:

  • la capacità di argomentazione
  • corretto uso della lingua;
  • competenze didattiche, su empatia e intelligenza emotiva, su creatività e pensiero divergente;
  • competenze organizzative e di legislazione scolastica

Le prove selettive sono articolate secondo il seguente schema:

  • una prova preliminare, quesiti a riposta multipla su competenze professionali e competenze linguistiche
  • una o più prove scritte ovvero pratiche sulle materie della prova preliminare;
  • una prova orale, sulle materie delle prove scritte e su questioni motivazionali

Diventare Insegnante: le competenze fondamentali

Affrontiamo ora un aspetto che esula le procedure per svolgere questa professione e andiamo a vedere quali sono le competenze che un aspirante docente deve possedere o sviluppare per poter svolgere al meglio questa professione.

Per essere un buon docente è necessario possedere delle ottime capacità dialettiche che sono molto importanti per far comprendere le lezioni agli studenti, inoltre è necessario anche avere il dono della semplificiazione che deve essere applicato ai concetti che sono un attimo più complessi, saper esporre un concetto in maniera semplificata in alcuni casi permette di essere compresi dalla maggior parte degli studenti.

Un buon docente deve anche saper coinvolgere gli studenti nel corso delle proprie lezioni, stimolare gli studenti permette di far comprendere e fissare meglio le lezioni e i concetti nella loro mente.

Oggi giorno un docente deve anche saper gestire una classe composta da molti studenti che oltre ad essere tali sono soprattutto dei ragazzi e soprattutto in determinate fasce d’età come ad esempio l’adolescenza non sono spesso facili da gestire, non sono affatto rari casi di violenza da parte degli studenti nei confronti del docente e anche atti di bullismo, prototenza e maleducazione, le cronache ne sono piene.

Tra le caratteristiche di un buon docente c’è anche quella di saper ascoltare attivamente, un’abilità importantissima per diventare insegnante e che permette di comprendere ed orientare gli studenti, come anche di rendere più efficaci i programmi e i metodi di insegnamento.

Quest’abilità ti sarà utile anche nei colloqui con i genitori, unita ad un innato senso critico e alla capacità di adattarti alle diverse situazioni.

Non tutti gli studenti sono uguali e ciascun giorno in aula può metterti davanti ad una nuova sfida: comprenderla, analizzarla e rispondere nel modo più opportuno anche grazie ad un buon apprendimento attivo è fondamentale!

Stipendi Docenti/Insegnanti ecco quanto si guadagna

Lo stipendio dei Docenti/Insegnanti è sicuramente un discreto stipendio nel nostro paese, se invece facciamo un confronto con la media Europea gli stipendi dei docenti Italiani sono tra i più bassi di tutta l’Unione, su questo aspetto i sindacati si battano da anni per ottenere degli aumenti che possano colmare questa enorme differenza rispetto agli altri paesi, ma purtroppo fino ad oggi sono riusciti ad ottenere ben poco.

Gli stipendi degli insegnanti variano a seconda di fattori principali che sono:

  • il grado di istruzione dove insegnano
  • gli anni di servizio

Vediamo di seguito quali sono gli stipendi netti e lordi e ad inizio e fine carriera.

Stipendio Docente Scuola Infanzia

  • Inizio carriera 1.622.44 lordi con 1.262 euro netti
  • Fine carriera 2.369.75 lordi con 1.759 euro netti

Stipendio Docente Scuola Media

  • Inizio carriera 1.622.44 lordi con 1.350 euro netti
  • Fine carriera 2.444.37 lordi con 1.895 euro netti

Stipendio Docente Scuola Superiore

  • Inizio carriera 1.760.88 lordi con 1.350 euro netti
  • Fine carriera 2.625.78 lordi con 1.960 euro netti.

Allo stipendio si aggiunge, per 12 mesi, la retribuzione professionale docente legata all’anzianità maturata e varia dai 164 euro ai 257. Questa retribuzione aggiuntiva spetta ai docenti con incarico a tempo indeterminato, ai supplenti annuali (incarico fino al 31 agosto) e ai supplenti fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), ma non ai supplenti che svolgono incarichi temporanei.

Bando di Concorso Docenti 2020 Ordinario e Straordinario, le novità dal Ministro Azzolina

L’emergenza corona virus ha bloccato anche la stagione dei concorsi scuola per docenti, in questi giorno ha parlato proprio dei bandi il Ministro dell’Istruzione Azzolina che è intervenuta pubblicamente illustrando quelle che sono le novità che interesseranno la scuola nelle prossime settimane e mesi, parlando anche dei bandi pubblici per l’assunzione di docenti in programma per il 2020, in questo articolo facciamo il punto sull’attuale situazione e sulle ultime novità illustrate dal Ministro.

Azzolina ha fatto sapere che dalla prossima settimana potrebbe essere avviata la pubblicazione dei bandi per il reclutamento di nuovi docenti che entreranno in servizio per settembre 2020, si spera, almeno questo è il programma del Ministero dell’Istruzione.

La pubblicazione dovrebbe avvinire entro e non oltre il 30 aprile 2020, quello che ancora non è certo è come avverranno lo svolgimento delle prove d’esame, l’emergenza covid ha di fatto rivoluzionato la vita di tutti noi anche in ambito lavorativo, quindi sullo svolgimento delle successive prove il Ministero dovrà elaborare un piano di azione.

Concorso Docenti 2020 Straordinario e Ordinario Requisiti di accesso

Per quanto riguarda i requisiti di accesso al bando straordinario quelli sono già noti, ma facciamo un riepilogo della situazione:

Al concorso straordinario per il ruolo accedono i soli docenti con i seguenti requisiti:

  •  tre annualità di servizio nelle scuole secondarie statali anche non consecutive svolte tra l’a.s. 2008/09 e l’anno scolastico 2019/20 su posto comune o di sostegno. Come si conteggia l’annualità di servizio
  • almeno un anno di servizio deve essere stato svolto per la classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale si concorre
  • possesso del titolo di studio valido per l’accesso alla classe di concorso richiesta (laurea con eventuali CFU per la classe di concorso o diploma per ITP)

Concorso ordinario

Posti comuni:

  • abilitazione specifica sulla classe di concorso oppure
  • laurea (magistrale o a ciclo unico, oppure diploma di II livello dell’alta formazione artistica, musicale e coreutica, oppure titolo equipollente o equiparato, coerente con le classi di concorso vigenti alla data di indizione del concorso) e 24 CFU nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche. Controlla classi di concorso a cui puoi accedere con la tua laurea oppure
  • abilitazione per altra classe di concorso o per altro grado di istruzione, fermo restando il possesso del titolo di accesso alla classe di concorso ai sensi della normativa vigente

Per i posti di insegnante tecnico-pratico (ITP) il requisito richiesto sino al 2024/25 è:

  • il diploma di accesso alla classe della scuola secondaria superiore (tabella B del DPR 19/2016 modificato dal Decreto n. 259/2017).

Per i posti di sostegno:

Requisiti già indicati per i posti comuni oppure quelli per i posti di ITP più il titolo di specializzazione su sostegno. Concorso straordinario e ordinario secondaria, per il sostegno serve la specializzazione

Visti i requisiti ricordiamo che i concorsi pubblici per la scuola in programma sono nel complesso 3:

  • concorso ordinario per la scuola secondaria per un totale di 24 mila posti;
  • concorso straordianrio da 24.500 posti per la secondaria di I e II grado;
  • concorso per la scuola dell’infanzia e primaria.

Molti aspiranti docenti si chiedono poi quando avverrà l’invio delle domande per aderire ai singoli bandi, al momento rispondere a questa domande non è facile, le tempistiche saranno sicuramente differenti a seconda del bando per il quale si concorre.

Sicuramente ci sarà una precedenza al bando di concorso straordinario della scuola secondaria per il quale, come confermato dalla Azzolina, la fase di invio delle domande dovrebbe partire il 28 maggio per essere completata il 3 luglio.

Per i due concorsi ordinari, invece, probabilmente le domande dovranno essere inviate tra il 15 di giugno e il 31 luglio.
Concorsi scuola: a quando le prove?

Anche riguardo alle prove massima urgenza al test a crocette per il concorso straordinario. Prova che – secondo la Ministra – potrebbe svolgersi anche ad agosto.

Concorsi Scuola: 70.000 Assunzioni dal 2020, i Bandi a fine Aprile, le ultime Novità dal Miur

Novità in arrivo per i Concorsi Scuola dedicati all’Assunzione di nuovi Docenti, in questi giorni il Ministro della Pubblica Amministrazione Fabiana Dadone ha fatto sapere che entro fine aprile 2020 i bandi saranno pubblicati in gazzetta ufficiale e le assunzioni dei nuovi docenti verranno effettuate in tempo per l’inizio del prossimo anno scolastico 2020-2021.

I bandi previsti per le assunzioni di docenti riguardano scuola secondaria di I e II grado ma anche la scuola primaria e dell’infazia, due bandi pubblici che consentiranno di assumere nel complesso 70.000 docenti con contratto di lavoro a tempo indeterminato.

Come noto i bandi saranno due quello per il concorso ordinario – che complessivamente interesserà 25 mila docenti – e quello straordinario, con il quale verranno stabilizzati 24.000 precari (ma solo coloro che hanno maturato almeno 36 mesi di servizio nelle scuole).

La domanda si dovrà inviare per via telematica tramite il servizio Istanze Online; si tratterà di un’autocertificazione, con i docenti che dovranno inserire i servizi effettuati così come ogni altra informazione che verrà richiesta dalla piattaforma.

Concorso Docenti Straordinario Scuola Secondaria primo e secondo grado, i Requisiti:

Vediamo di seguito quali sono i requisiti previsiti per poter partecipare al bando straordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado:

  • aspiranti docenti che hanno svolto almeno tre annualità di servizio, anche non consecutive, su posto comune o di sostegno, tra l’anno scolastico 2008/2009 e l’anno scolastico 2019/2020;
  • aspiranti docenti che hanno svolto almeno un anno di servizio, tra l’anno scolastico 2008/2009 e l’anno scolastico 2019/2020, nella specifica classe di concorso o nella tipologia di posto per la quale concorrono;
  • titolo di studio coerente con la classe di concorso richiesta;
  • per i posti di sostegno, idonea specializzazione.

La procedura concorsuale prevede l’espletamento di una prova scritta computer based, composta da 80 quesiti a risposta multipla, diversi per i posti comuni e per quelli di sostegno.

Concorso Docenti Ordinario Scuola Secondaria primo e secondo grado, i Requisiti:

Vediamo di seguito quali sono i requisiti previsiti per poter partecipare al bando ordinario per la scuola secondaria di primo e secondo grado:

  • aspiranti docenti che hanno conseguito uno dei seguenti titoli
    • abilitazione alla specifica classe di concorso;
    • titolo di accesso alla specifica classe di concorso congiuntamente a titolo di abilitazione all’insegnamento per diverso grado o classe di concorso;
    • titolo di accesso alla specifica classe di concorso;
  • per i posti di sostegno, specializzazione sul sostegno per lo specifico grado (secondaria di primo o secondo grado).

La procedura concorsuale prevede l’espletamento delle seguenti prove:

Posti Comuni

  • prova preselettiva su computer;
  • prima prova scritta, distinta per ciascuna classe di concorso, articolata in quesiti, da 1 a 3;
  • seconda prova scritta, articolata in 2 domande, a risposta aperta;
  • prova orale;

Posti di Sostegno

  • prova preselettiva su computer;
  • prova scritta distinta per la scuola secondaria di primo e secondo grado, articolata in 2 quesiti a riposta aperta;
  • prova orale.

Concorso Docenti Ordinario Scuola Infanzia e Primaria, i Requisiti:

Vediamo di seguito quali sono i requisiti previsiti per poter partecipare al bando ordinario per la scuola dell’Infanzia e Primaria

  • aspiranti docenti che hanno conseguito uno dei seguenti titoli
    • laurea in Scienze della Formazione primaria;
    • diploma magistrale con valore di abilitazione o diploma sperimentale a indirizzo linguistico, conseguiti presso gli istituti magistrali, entro l’anno scolastico 2001/2002;
  • per i posti di sostegno, idonea specializzazione.

La procedura concorsuale prevede l’espletamento delle seguenti prove:

  • preselezione computer based, con 50 domande a risposta multipla con quattro opzioni di risposta, di cui una sola corretta;
  • prova scritta, articolata in
    • 2 quesiti a risposta aperta, diversi per i posti comuni e di sostegno;
    • 1 questi articolato in 8 domande a risposta chiusa, uguale per i posti comuni e di sostegno;
  • prova orale.

Circolare Miur Pensioni Scuola 2020: ecco i requisiti e la scadenza per invio domanda

Con qualche giorno di ritardo il Miur ha provveduto alla pubblicazione della Circolare Ministeriale relativa alle Pensioni del settore Scuola 2020, la circolare del Miur contiene tutte le indicazioni per tutti coloro che dovranno presentare la domanda di pensionamento, all’interno sono specificati i requisiti e le date di scadenza entro cui presentare la domanda di cessazione dal servizio.

L’11 Dicembre il Miur ha pubblicato circolare numero 50487  riguardo le domande di pensionamento del personale della scuola per l’anno 2020, coloro che sono interessati dovranno presentare la domanda entro e non oltre il 30 dicembre 2019 per poi andare in pensione dal 1 settembre 2020.

La scadenza del 30 dicembre è valida anche per coloro che, avendo i requisiti per la pensione anticipata (41 anni e 10 mesi per le donne e 42 anni e 10 mesi per gli uomini) e non avendo ancora compiuto il 65° anno di età, chiedono la trasformazione del rapporto di lavoro a tempo parziale con contestuale attribuzione del trattamento pensionistico, purché ricorrano le condizioni previste dal decreto 29 luglio 1997, n. 331 del Ministro per la Funzione Pubblica.

La presentazione della domanda di pensionamento non significa che automaticamente è stata accettata, una volta inviata la domanda l’INPS dovrà verificare che il dipendente abbia tutti i requisiti previsti dalle attuale normative per poter andare in pensione.

Le domande di cessazione dal servizio e le revoche delle stesse devono essere presentate con le seguenti modalità:

  • Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro 31 dicembre 2020 (Art. 24, commi 6, 7 e 10 del decreto legge 6 dicembre 2011 n. 201 convertito in Legge n.214/2011 – Art. 15 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla Legge 28 marzo 2019, n. 26 – Art.. 1 comma 147 e seguenti della Legge 27 dicembre 2017 n.205
  • Domanda di cessazione con riconoscimento dei requisiti maturati entro il 31 dicembre 2018 (opzione per il trattamento contributivo ex art. 1, comma 9 della legge 243/2004 e Art.16 Decreto-Legge 28 gennaio 2019 n. 4 convertito con modificazioni dalla L. 28 marzo 2019, n. 26 – opzione donna)
  • Domanda di cessazione dal servizio in assenza delle condizioni per la maturazione del diritto a pensione
  • Domanda di cessazione dal servizio del personale già trattenuto in servizio negli anni precedenti

N.B.La circolare del Miur presenta ancora la data del 23 dicembre, ma sarà integrata con  la nuova data di scadenza, che è il 30 dicembre.

Ecco di seguito i link diretti alla Circolare Ministeriale del MIUR:

Scarica il Decreto

Scarica tabella requisiti

Circolare Miur Pensionamenti 2020

Requisiti Concorso Scuola 2020: nei 24 CFU coding obbligatorio per partecipare al Bando

Durante l’ultima discussione alla Camera dei Deputati sul Decreto Scuola 2020 ci sono state delle novità introdotte con un apposito emendamento che hanno aggiunto delle novità per tutti coloro che prenderanno parte al Concorso Scuola 2020 per diventare docenti.

Il Decreto Scuola 2020 è stato approvato ed ora passerà nei prossimi giorni al vaglio del Senato per la successiva approvazione definitiva e la conversione in legge, come detto durante il passaggio alla Camera è stato presentato un emendamento che ha inserito una novità per tutti coloro che prenderanno parte al bando 2020.

La novità riguarda i requisiti per accedere, secondo l’emendamento gli aspiranti docenti dovranno acquisire anche compentenze nell’ambito del Coding, cioè della programmazione, l’acquisizione del Coding si dovrebbe effettuare tramite l’acquisizione dei 24 CFU, tra i vari corsi ci sarà anche quello dedicato appunto al Coding.

Per coding si intende letteralmente la programmazione, ma non nel senso tradizionale del termine, poiché applicato alla scuola serve a far acquisire ai bambini e ragazzi un linguaggio computazionale volto alla risoluzione di problemi più o meno complessi.

Il coding è entrato nelle scuole per ragioni ben chiare che riguardano le nuove generazioni di nativi digitali cui il sistema scolastico si rivolge.

Su questa novità non sono ancora stati forniti ulteriori dettagli, ad esempio chi ha già acquisito i 24 CFU come dovrà comportarsi con l’acquisizione del Coding? Su questi aspetti il Ministero dell’Istruzione prossimamente dovrà fornire adeguanti indicazioni per chiarire questo ed altri dubbi legati proprio a questa novità.

Va inoltre detto che al momento il Decreto Scuola 2020 non è stato ancora approvato in maniera definitiva, e per tanto potrebbe subire ulteriori modifiche, compresa la cancellazione del Coding inserito con un emendamento al passaggio alla Camera.

Maturità 2020, quali calcolatrici si possono usare durante l’Esame?

Anche se manca molto tempo al prossimo esame di maturità 2020 il Miur (Ministero dell’Istruzione) ha pubblicato l’elenco delle calcolatrici che sono ammesse durante lo svolgimento della prova d’esame 2020, il Ministero infatti autorizza la presenza delle calcolatrici ma con delle limitazioni sui modelli che possono essere portate con se.

Il Miur, facendo seguito a quanto specificato nella nota 5641 del 30 marzo 2018, ha pubblicato la nota 22274 del 30 ottobre 2019, con la quale ha trasmesso l’elenco aggiornato delle calcolatrici ammesse all’uso nell’esame di Stato.

Inseguito alla pubblicazione di questa nota le scuole dovranno informare le famiglie sui modelli che i loro figli potranno portare con sè all’Esame di Maturità.

Vediamo ora l’elenco completo delle calcolatrici che gli studenti potranno portare con sè, l’elenco è diviso per marca e successivamente tutti i modelli che qualla marca commercializza, nel caso la vostra calcolatrice non fosse presente in questo elenco non potrete portarla con voi e dovreste procurarvi un’altra calcolatriche ammessa dal Ministero.

CASIO

Calcolatrici scientifiche
FX-82 SOLAR
FX-82 SOLAR II
FX-220 PLUS
FX-220 PLUS-2
FX-82MS
FX-82ES PLUS
FX-350ES PLUS
FX-570ES PLUS
FX-570ES PLUS-2
FX-991ES PLUS
FX-991ES PLUS-2
FX-350EX
FX-82EX
FX-85EX
FX-991EX
FC-IOOV

Calcolatrici grafiche (senza CAS)
FX-7400
FX-9750GII
FX-9860GIII
FX-9860GII
FX-9860GII SD
FX-CG20
FX-CG50

CITIZEN

Calcolatrici scientifiche
SR-135N
SR-260N
SR-270N
SR-270X
SR-281N

HP

Calcolatrici scientifiche
HP 10s
HP 10s+
HP 300s+
HP35S
HP SmartCalc 300s

Calcolatrici grafiche (senza CAS)
HP 39 II

NUMWORKS

Calcolatrici grafiche (senza CAS)
NUMWORKS Graphing Calculator

SHARP

Calcolatrici scientifiche
EL50lXBWH
EL50lXBVL
EL50lXBGR
EL506TSBWH
EL509TSBGY
EL509TSBYR
EL510RNB
EL520XBWH
EL520XBYR
EL520XBVL
EL520TSBGR
ELW506TBSL
ELW53lTGBWH
ELW531TGBRD
ELW531TGBBL
EL506XBWH
EL506XBVI
EL506XBYR
ELW506XBSL
ELW506XBYR
ELW506XBVL
EL506WBBK
EL509XBWH
EL509XBYR
EL509XBVL
EL509WBBK
ELW531XGBSL
ELW531XGBYR
ELW531XGBVL
EL520WBBK
EL50lWBWH
ELW531GB
ELW506B
EL50lVB

EL506VB
EL509VB
EL520VB
EL5250
EL5020
EL5120N
EL506R
EL506RB
EL509RB
EL510R
EL510RB
EL520R
EL520RB

Calcolatrici grafiche (senza CAS)
EL9900
EL9650N
EL9600N
EL9450

TEXAS INSTRUMENTS

Calcolatrici scientifiche
TI-30 XA
TI-30 X Pro
TI-30 X Pro MathPrint
TI-34 Multiview™
BA II Plus™
TI-30 X Plus
TI-30 X Plus MathPrint
TI-30 XB Multiview™
TI-30 XS Multiview™

Calcolatrici grafiche (senza CAS)
TI-82 Stats
TI-84 Plus
TI-84 Plus CE-T
TI-Nspire CX™
TI-Nspire™ CX 11-T
TI-84 Silver Edition

Consiglio dei Ministri via libera al Decreto Scuola, 60.000 Assunzioni previste

In data 11 ottobre 2019 il consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legislativo dedicato alla scuola, istruzione e ricerca, un decreto che introduce importanti novità sulle future assunzioni di docenti, sul fronte dei docenti precari e anche nel settore della ricerca, secondo il documento approvato tra il 2020 e il 2021 verranno effettuate circa 60.000 assunzioni con contratti di lavoro a tempo indeterminato, le nuove contrattualizzazioni riguarderanno docenti, addetti alle pulizie e dirigenti tecnici.

Consiglio dei Ministri via libera al Decreto Scuola, 60.000 Assunzioni previste

Il Ministro dell’Istruzione Fioramenti ha affermato con con questo decreto legge si vuole combattare per la prima volta in modo serio e diretto il problema dei docenti precari, sui quali anche l’Unione Europea ha bacchettato l’italia proprio per aver abusato di contratti a termine nel corso degli ultimi 5 anni.

Le nuove assunzioni previste all’interno del decreto scuola saranno circa 60.000 e riguarderanno la scuola dell’infanzia, primaria e secondaria, i nuovi contratti a tempo indeterminato riguarderanno non solo il personale docente ma anche degli addetti alle pulizie e dei dirigenti tecnici.

I concorsi pubblici che saranno pubblicati saranno su scala regionale e per classi di concorso, per i docenti precari che ancora oggi dopo tanti anni di servizio hanno un contratto a tempo determinato ci saranno 24.000 trasformazioni contrattuali che diventeranno cosi a tempo indeterminato, altri 25.000 posti saranno destinati al concorso ordinario, i prossimi bandi di concorso usciranno a gennaio e a settembre 2020, le 60.000 assunzioni previste dovrebbero diventare effettive entro il 2021.

Decreto Scuola, 60.000 assunzioni: quali sono i profili richiesti

Per quanto riguarda i profili professionali interessati dalle nuove assunzioni la fetta più grande riguarderà il personale docente ma sono richieste anche altre figure professionali, nella scuola secondaria, tra il 2020 e 2021 il Ministero dell’Istruzione bandirà due concorsi pubblici, uno straordinario per i docenti che hanno già maturato almeno tre anni di servizio, e uno ordinario per candidati con laurea e i 24 Cfu richiesti, per un totale di 48mila posti totali.

Per quanto riguarda la scuola d’infanzia e primaria invece i posti messi al bando saranno 17.000, oltre al personale docente si prevedono stabilizzazioni contrattuali per il personale addetto alle pulizie, per un totale di 11.000 posizioni, le nuove assunzioni saranno effettuate sulla base di una graduatoria e senza colloquio.

I concorsi saranno pubblicati agli inizi di gennaio del nuovo anno (2020) per gli addetti alle pulizie, e a settembre 2020 per il personale docente, questi ultimi bandi si svilupperanno su base regionale e per classi di concorso.

Nuove assunzioni a partire dal 2020: la sanatoria per gli insegnanti precari

Nel testo del Decreto Scuola in esame un punto molto importante è dedicato agli insegnanti precari. Nel corso del 2020 è prevista una maxi sanatoria per oltre 24.000 insegnanti precari con almeno tre anni di servizio.

Il concorso verterà su una prova scritta a risposta multipla. La graduatoria dei partecipanti sarà stilata in base al voto ottenuto, sui titoli dichiarati e gli anni di servizio maturati. Le prime assunzioni ci saranno a partire dal nuovo anno scolastico, quindi settembre 2020.

Chi nella prova scritta totalizza almeno il punteggio di 7 su 10 ma non rientra nel piano di assunzione potrà comunque ottenere l’abilitazione all’insegnamento se possiede i 24 Cfu necessari e se risulta essere in servizio come supplente alla data del 30 giugno

Concorsi Scuola di prossima uscita (2019-2020) per Docenti, ATA e DSGA

In questo articolo andremo a vedere quali sono i bandi di Concoro Pubblici per lavorare nella scuola e che sono prossimi alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale, in particolare andremo a vedere i Concorsi per Docenti, per il Personale ATA e per i DSGA, recentemente infatti è stato trovato un accordo tra il Miur e i Sindacati sul decreto salva precari, all’interno del quale sono previste diverse selezioni indirizzate a coloro che vogliono lavorare all’interno degli edifici scolastici.

La maggior parte dei bandi in uscita, però, sono rivolti a coloro che vantano già un’esperienza all’interno delle scuole; vale sia per gli insegnanti che per il personale amministrativo, con quest’ultimi che potranno concorrere per il ruolo di DSGA.

Concorsi per Docenti nella scuola secondaria

Il primo bando prossimo alla pubblicazione è quello che riguarda i docenti nella scuola secondaria, in realtà i bandi che saranno pubblicati sono due, all’interno del decreto salva precari sono contenute delle misure atte all’assunzione di nuovi docenti e alla stabilizzazione di quelli precari che non hanno un contratto a tempo indeterminato.

Per questo saranno previsti due bandi differenti il primo denominato ordinario e quello straordinario che sarà riservato a chi ha maturato almeno tre anni di servizio come supplente, i due bandi seppur differenti l’uno dall’altra saranno pubblicati insieme.

La pubblicazione di questi due bandi comporterà la stabilizzazione di circa 50.000 docenti nella scuola secondaria: 26.000 nel caso della selezione aperta a tutti i laureati, 24.000 per quella dei precari storici.

I due bandi oltre ad avere finalità differenti hanno anche requisiti diversi, per aderire al bando ordinario i candidati dovranno avere una laurea utile per l’iscrizione ad una classe di concorso e aver conseguito i 24 CFU in discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per partecipare al secondo bando, quello straordinario, i candidati dovranno essere docenti, in questo caso i 24 CFU non sono necessari (saranno conseguiti dai vincitori del concorso durante l’anno di prova), ma i candidati dovranno aver maturato almeno tre anni di servizio – negli ultimi otto – come supplenti nelle scuole pubbliche italiane.

Per il secondo concorso c’è da ricordare che è stata introdotta una significativa novità, anche coloro che saranno idoneo alla prova scritta, ma con un punteggio troppo basso per essere anche vincitori, potrà comunque abilitarsi all’insegnamento.

Per i tempi di pubblicazione al momento si sà che dovrebbero essere pubblicati durante il mese di Novembre 2019 mentre il concorso straordinario essendo più breve permetterà di stilare delle graduatorie di merito utili già per le immissioni nell’a.s. 2020-2021, per quello ordinario le procedure sono più complesse e probabilmente gli inserimenti nelle scuole partiranno nell’anno scolastico successivo.

Concorso per Docenti scuola primaria e dell’infanzia

Dopo i primi due bandi che abbiamo visto ci sarà quello dedicato ai docenti che lavorano nella scuola primaria e dell’infanzia, per questo bando verso fine settembre (il 30) c’è stata la nota di aggiornamento del DEF approvata dal Consiglio dei Ministri, nel documento viene confermato che l’uscita del bando di concorso è imminente: questo, infatti, sarà pubblicato in Gazzetta Ufficiale entro la fine dell’anno presumibilmente durante il mese di dicembre 2019.

Questo bando di concorso riguarderà anche i docenti di sostegno sempre nella scuola primaria e dell’infanzia, nel complesso saranno disponibili 17.000 posti, potranno aderire al bando tutti coloro che sono in possesso della laurea in Scienze della formazione primaria, così come i diplomati magistrali entro il 2001-2002.

Non è richiesto il possesso dei suddetti 24 CFU, mentre per il sostegno bisogna aver conseguito il titolo di specializzazione.

Concorso straordinario per DSGA

L’ultimo concorso in uscita che riguarda il mondo della scuola è quello per i DSGA, ossia una figura apicale del personale ATA, recentemente è stata raggiunta un’intesa tra Miur e Sindacati proprio sulla pubblicazone di questo concorso che permetterà di assumere 2.000 Direttori, inoltre il Miur presto ne bandirà un altro riservato a tutti coloro che hanno già ricoperto, seppur senza un riconoscimento ufficiale, le funzioni del DSGA.

Stiamo parlando di tutti quegli assistenti amministrativi che per mobilità interna hanno ricoperto il ruolo di DSGA e che adesso con i nuovi ingressi rischiano di dover lasciare la loro posizione.

Ebbene, il MIUR ha deciso di dar loro un’opportunità di stabilizzazione nel ruolo prevedendo un bando di concorso per i DSGA facenti funzioni riservato agli amministrativi che negli ultimi otto anni di servizio hanno ricoperto questo ruolo per almeno tre anni (non per forza continuativi).

Questo concorso – che dovrebbe essere in uscita nel 2020 – porterà ad una graduatoria che verrà utilizzata in subordine a quelle del concorso ordinario.