Come Diventare Insegnante – Guida aggiornata al 2020

Come diventare Insegnante – E’ il sogno di molti giovani che aspirano a diventare docente nella scuola pubblica italiana, in questo articolo/guida andremo a vedere tutte le informazioni per lavorare come professore nella scuola, andremo a vedere quali sono tutte le procedure aggiornate al 2020, infatti spesSo nel corso degli anni (anche a distanza di 2 anni) il Ministero cambia e modifica le regole che permettono di conseguire l‘abilitazione all’insegnamento, andremo inoltre a vedere anche quale sia lo stipendio attualmente previsto per questa categoria professionale.

Come Diventare Insegnante Info Preliminari

Prima di entrare nel vivo della guida e vedere come diventare un docente è giusto ricordare che questa figura professionale rientra nelle tante professioni oggi presenti nella pubblica amministrazione quindi stiamo parlando di un dipendente pubblico assunto e stipendiato dal Ministero dell’Istruzione, inoltre il docente rientra nella categorie di quelle professioni dove vi è considerati un pubblico ufficiale a tutti gli effetti (L’art. 357 del Codice Penale).

Essendo quindi un dipendente pubblico per lavorare come docente si deve necessariamente partecipare e superare un concorso pubblico che viene pubblicato quasi ogni anno dal Ministero dell’Istruzione che in base alle esigenze di personale pubblica i relativi bandi di concorso.

Abilitazione all’insegnamento come si consegue

Per diventare un docente il primo requisito fondamentale è quello di conseguir una abilitazione all’insegnamento, ma cosa significa esattamente? Non è altro che il possesso di un titolo che abbia un valore abilitante per una specifica classe di di concorso, questo rappresenta il requisito minimo per poter pensare di iniziare il percorso che porterà fino al conferimento del ruolo.

Ovviamente il titolo che permette di conseguire l’abilitazione all’insegnamento non è sempre lo stesso ma varia a seconda del grado d’istruzione dove l’aspirante docente vuole svolgere la propria professiona, di seguito andiamo a vedere quali sono rispetto al grado d’istruzione oggi presente in italia.

Scuola dell’infanzia e scuola primaria

Per quanto riguarda la scuola dell’infanzia e la scuola primaria è possibile ottenere l’abilitazione all’insegnamento completando il percorso accademico e ottenendo la laurea magistrale a ciclo unico in scienze della formazione primaria (SFP).

Questo corso di laurea oggi è a numero programmato, cioè chius, è questo significa che una volta raggiunto il limite di ammessi non è possibile iscriversi, l’ammissione al corso di laurea viene svolto ogni anno e prevede il superamento di un test di accesso su un programma definito con apposito decreto ministeriale.

Scuola secondaria: dal TFA al FIT al concorso abilitante

Per la scuola secondaria le procedure negli ultimi anni sono state soggette a diverse modifiche, come abbiamo evidenziato all’inizio della guida le procedure non sono sempre le stesse ma sono soggette a modifiche anche in un arco ristretto di anni.

Per la scuola secondaria di primo e secondo grado, a partire dal 2010 per conseguire l’abilitazione l’unica strada ere qualla del TFA, Tirocinio Formativo Attivo, un percorso formativo dalla durata annuale con accesso a numero programmato che si frequentava presso le univresità italiane, a questo percorso si poteva accedere solo dopo aver conseguito la laurea magistrale.

Una volta terminato il TFA si otteneva l’abilitazione ad insegnare per una specifica classe di insegnamento, detta “classe di concorso”.

Le cose sono cambiate con la pubblicazione della Legge di bilancio 2019 e a partire dal 1 gennaio 2019, ha soppresso il cosiddetto percorso triennale FIT sostituendolo con un concorso pubblico abilitante che consente di accedere a un percorso annuale di formazione iniziale e prova.

Questo concorso viene bandito ogni 2 anni solo nelle regioni e per le classi di concorso con posti vacanti, possono partecipare al bando solo coloro che sono in possesso dell’abilitazione all’insegnamento.

Coloro che non sono abilitati, però, possono partecipare purché in possesso di entrambi i seguenti requisiti:

  • laurea magistrale o a ciclo unico coerente con le classi di concorso per cui si concorre. Per verificare a quali classi di concorso dà accesso il proprio titolo di studio sono disponibili appositi motori di ricerca: del MIUR per i titoli di studio vecchio ordinamento o di altre organizzazioni (qui quello della FLC-CGIL);
  • aver conseguito 24 CFU (Crediti Formativi Universitari) nelle discipline antropo-psico-pedagogiche e nelle metodologie e tecnologie didattiche.

Per coloro che accedono senza l’abilitazione una volta che avranno superato tutte le prove concorsuali, potranno ottenere l’abilitazione all’insegnamento per le medesime classi di concorso.

Ciò significa che l’abilitazione nella classe di concorso è conseguita già all’atto del superamento di tutte le prove concorsuali e non al termine del percorso di specializzazione, come era previsto dalla precedente normativa.

Conseguire l’abilitazione all’Estero

Come abbiamo visto la strada per diventare insegnante non è sempre facile, per questo motivo nel corso degli anni sono stati molti gli aspiranti docenti che hanno deciso di conseguire l’abilitazione all’insegnamento all’Estero, questa pratica è cresciuta via via nel corso degli anni poichè consente con meno fatica e minor tempo di conseguire l’abilitazione, purtroppo non è tutto oro quello che luccica.

Conseguire l’abilitazione all’Estero presenta diverse problematiche, in primis un fattore economico, frequentare questi corsi ha un costo che oscilla tra i 7.000 e i 10.000 euro, inoltre non sempre questa abilitazione viene riconosciuta in Italia, non esiste, infatti, un “riconoscimento automatico” di tutti i titoli che si ottengono all’estero (la Direttiva 2013/55/CE, recepita in Italia dal decreto legislativo numero 15 del 2016, prevede infatti la valutazione della formazione attraverso l’analisi comparata dei percorsi formativi previsti nei due Stati membri coinvolti) inoltre il Ministero dell’Istruzione difficilmente riconosce questi titoli conseguiti all’estero.

Diventare Insegnante: La riforma delle classi di concorso

Abbiamo visto fin qui diverse terminologie tipiche di questo ambito come ad esempio “Classi di Concorso” ma cosa sono di preciso, a cosa servono e perchè sono importanti per diventare un insegnante?

Per classi di concorso si indicano tutti “requisiti accademici utili per poter accedere all’abilitazione all’insegnamento nella scuola secondaria, sia di primo che di secondo grado”.

Negli ultimi anni c’è stata una riforma di queste classi che ha introdotto diverse novità e modifiche in questo ambito, il tutto si è concluso il Decreto del Presidente della Repubblica del 14 Febbraio 2016, n. 19 e successivamente integrato con il Decreto Ministeriale 9 maggio 2017 n. 259).

Vediamo ora quali sono state le principali novità e modifiche introdotte dalla riforma:

  • L’aggiornamento delle classi di concorso che oggi tiene conto delle modifiche ordinamentali relative sia agli insegnamenti della scuola secondaria, sia alle lauree che costituiscono titolo di accesso ai percorsi abilitanti per l’insegnamento.
  • L’accorpamento di alcune classi di concorso assimilabili al fine di rendere più efficiente l’occupazione dei docenti, oggi il numero delle classi è stato portato da 168 a 114.
  • L’aggiunta di 11 nuove classi di concorso e nello specifico:
    • A-53 – Storia della musica
    • A-55 – Strumento musicale negli istituti di istruzione secondaria di II grado
    • A-57 – Tecnica della danza classica
    • A-58 – Tecnica della danza contemporanea
    • A-59 – Tecniche di accompagnamento alla danza
    • A-63 – Tecnologie musicali
    • A-64 – Teoria, analisi e composizione
    • A-23 – Lingua italiana per discenti di lingua straniera (alloglotti)
    • A-35 – Scienze e tecnologie della calzatura e della moda
    • A-36 – Scienze e tecnologia della logistica
    • A-65 – Teoria e tecnica della comunicazione

Ricordiamo inoltre che il regolamento sulle classi di concorso è formato da 6 articoli e tre tabelle, che di seguito vediamo ne dettaglio:

  • L’articolo 1 individua l’oggetto del regolamento, indicando la fonte normativa primaria di attribuzione di tale potere regolamentare (si tratta dell’articolo 64, comma 4, lettera a) del decreto legge n. 112 del 2008).
  • L’articolo 2 rimanda alle Tabelle allegate (Tabella A, Tabella B e Tabella A/1) nelle quali sono individuate le nuove classi di concorso e i relativi insegnamenti.
  • L’articolo 3 definisce, per ciascuna classe di concorso, i titoli di accesso ai percorsi abilitanti e le corrispondenze rispetto alle vigenti classi
  • L’articolo 4 prevede la possibilità di predisporre prove comuni tra diverse, ma assimilabili classi di concorso.
  • Gli articoli 5 e 6 contengono le norme transitorie e finali.

Le tabelle allegate allo schema costituiscono parte integrante del provvedimento. In particolare:

  • La Tabella A definisce le classi di concorso e di abilitazione per le scuole secondarie di primo e di secondo grado (complessivamente 81 classi):
  • La Tabella A/1 elenca, limitatamente alle lauree di vecchio ordinamento, l’omogeneità degli esami previsti nei piani di studio.
  • La Tabella B definisce le classi di concorso a posti di insegnante tecnico-pratico (ridotte da 52 a 33);

Come diventare insegnante di sostegno

L’insegnante di sostegno è un’altra figura professionale presente all’interno delle scuole pubbliche italiane, questo insegnante lavora insieme al docente tradizionale la sua presenza si richiede quando in una classe sia presente una situazione di handicap, la sua presenza ha lo scopo di  attuare “forme di integrazione in favore dell’alunno” e di “realizzare interventi individualizzati in relazione alle esigenze di quest’ultimo”, la presenza del docente di sostegno è previsto dalla legge 517/1977.

Oggi esistono due strade differenti per diventare insegnante di sostegno e questo dipende se si vuole svolgere la professione nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria o nella scuola secondaria, infatti a seconda della scelta cambiano le procedure che di seguito vediamo nel dettaglio.

Scuola dell’infanzia e nella scuola primaria

Per diventare insegnante di sostegno nella scuola dell’infanzia e nella scuola primaria è necessario conseguire la specializzazione in “pedagogia e didattica speciale per le attività di sostegno didattico e l’inclusione scolastica”.

Si tratta di un corso che ha durata 1 anno e si svolge presso tutte le università che sono autorizzate dal Ministero dell’Istruzione, per poter accedere al corso è necessario superare una prova preselettiva e possedere la laurea magistrale in Scienze della formazione primaria ed ulteriori 60 CFU relativi alle didattiche dell’inclusione.

Una volta terminato il corso gli aspiranti docenti potranno insegnare sui posti di sostegno della scuola dell’infanzia e della scuola primaria.

Scuola Secondaria

Per quanto concerne lo svolgimento della professione di docente di sostegno nella scuola secondaria le procedure ed i requisiti sono differenti.

In questo caso è necessario aderire ad un concorso nazionale che viene bandito ogni due anni, in questo bando ci sarà una quota dei posti che sarà destinata ai docenti di sostegno, potranno partecipare al bando tutti coloro che possiedono la specializzazione sul sostegno didattico.

Tutti coloro che supereranno il concorso possono accedere al percorso di formazione iniziale e accesso ai ruoli, al termine del quale li attenderà l’assunzione a tempo indeterminato.

Ricordiamo che il conseguimento della specializzazione sul sostegno consiste nella frequentazione di un corso universitario autorizzato dal Ministero dell’Istruzione, questi corsi sono a numero chiuso e per accedervi è necessario superare una prova di accesso che ha lo scopo di verificare:

  • la capacità di argomentazione
  • corretto uso della lingua;
  • competenze didattiche, su empatia e intelligenza emotiva, su creatività e pensiero divergente;
  • competenze organizzative e di legislazione scolastica

Le prove selettive sono articolate secondo il seguente schema:

  • una prova preliminare, quesiti a riposta multipla su competenze professionali e competenze linguistiche
  • una o più prove scritte ovvero pratiche sulle materie della prova preliminare;
  • una prova orale, sulle materie delle prove scritte e su questioni motivazionali

Diventare Insegnante: le competenze fondamentali

Affrontiamo ora un aspetto che esula le procedure per svolgere questa professione e andiamo a vedere quali sono le competenze che un aspirante docente deve possedere o sviluppare per poter svolgere al meglio questa professione.

Per essere un buon docente è necessario possedere delle ottime capacità dialettiche che sono molto importanti per far comprendere le lezioni agli studenti, inoltre è necessario anche avere il dono della semplificiazione che deve essere applicato ai concetti che sono un attimo più complessi, saper esporre un concetto in maniera semplificata in alcuni casi permette di essere compresi dalla maggior parte degli studenti.

Un buon docente deve anche saper coinvolgere gli studenti nel corso delle proprie lezioni, stimolare gli studenti permette di far comprendere e fissare meglio le lezioni e i concetti nella loro mente.

Oggi giorno un docente deve anche saper gestire una classe composta da molti studenti che oltre ad essere tali sono soprattutto dei ragazzi e soprattutto in determinate fasce d’età come ad esempio l’adolescenza non sono spesso facili da gestire, non sono affatto rari casi di violenza da parte degli studenti nei confronti del docente e anche atti di bullismo, prototenza e maleducazione, le cronache ne sono piene.

Tra le caratteristiche di un buon docente c’è anche quella di saper ascoltare attivamente, un’abilità importantissima per diventare insegnante e che permette di comprendere ed orientare gli studenti, come anche di rendere più efficaci i programmi e i metodi di insegnamento.

Quest’abilità ti sarà utile anche nei colloqui con i genitori, unita ad un innato senso critico e alla capacità di adattarti alle diverse situazioni.

Non tutti gli studenti sono uguali e ciascun giorno in aula può metterti davanti ad una nuova sfida: comprenderla, analizzarla e rispondere nel modo più opportuno anche grazie ad un buon apprendimento attivo è fondamentale!

Stipendi Docenti/Insegnanti ecco quanto si guadagna

Lo stipendio dei Docenti/Insegnanti è sicuramente un discreto stipendio nel nostro paese, se invece facciamo un confronto con la media Europea gli stipendi dei docenti Italiani sono tra i più bassi di tutta l’Unione, su questo aspetto i sindacati si battano da anni per ottenere degli aumenti che possano colmare questa enorme differenza rispetto agli altri paesi, ma purtroppo fino ad oggi sono riusciti ad ottenere ben poco.

Gli stipendi degli insegnanti variano a seconda di fattori principali che sono:

  • il grado di istruzione dove insegnano
  • gli anni di servizio

Vediamo di seguito quali sono gli stipendi netti e lordi e ad inizio e fine carriera.

Stipendio Docente Scuola Infanzia

  • Inizio carriera 1.622.44 lordi con 1.262 euro netti
  • Fine carriera 2.369.75 lordi con 1.759 euro netti

Stipendio Docente Scuola Media

  • Inizio carriera 1.622.44 lordi con 1.350 euro netti
  • Fine carriera 2.444.37 lordi con 1.895 euro netti

Stipendio Docente Scuola Superiore

  • Inizio carriera 1.760.88 lordi con 1.350 euro netti
  • Fine carriera 2.625.78 lordi con 1.960 euro netti.

Allo stipendio si aggiunge, per 12 mesi, la retribuzione professionale docente legata all’anzianità maturata e varia dai 164 euro ai 257. Questa retribuzione aggiuntiva spetta ai docenti con incarico a tempo indeterminato, ai supplenti annuali (incarico fino al 31 agosto) e ai supplenti fino al termine delle attività didattiche (30 giugno), ma non ai supplenti che svolgono incarichi temporanei.